Polvere di musica su Il Vaglio

L'intervista a Fadà

Siamo lieti di segnalare l'articolo della presentazione di Polvere di musica, il disco di Fadà, alla Luidig di Benevento su Il Vaglio.

Il nostro grazie a Martina Abbate

http://www.ilvaglio.it/?p=10526

William Fusco, alias Fadà, è un cantautore, polistrumentista sannita. Ieri sera nella libreria Luidig è stato presentato il suo album, ‘Polvere di musica’. “Provo un po’ di allergia a pensare di dovermi rinchiudere in un genere”.

“Ci saranno forse delle centrali nucleari nel mio cuore – ha detto non senza retorica -, non so. Ma per me la canzone è il condensato di tutte le mie emozioni. E’ un’urgenza espressiva”. E poi: “Si comincia sempre rubando il mestiere o, meglio, dal mestiere, degli altri. Tutto ciò che si prende diventa poi la propria musica”.

Il progetto di Fadà vuol andare controcorrente: non ci sono cd, ma solo il download ed è una home production, che si è avvalsa solo della voce, degli strumenti, di un pc e di un impianto fotovoltaico.

“Il titolo dell’album non nasce da qualcosa in particolare. E’ la polvere l’insieme di tutti i miei pensieri musicali. E’ la cosiddetta ‘insalata’, di generi e di emozioni. Cioè tutta quella polvere musicale che si è accumulata in questi anni”, ha detto al Vaglio.it.

E, alla domanda sul genere di riferimento, ha risposto: “Non ci sono tipi musicali cui mi ispiro, posso rubare qualche idea. Ma è la musica, qualunque tipo di musica, a regalare sempre emozioni diverse. E queste emozioni sono il contenuto del mio album. In realtà, provo un po’ di allergia a pensare di dovermi rinchiudere in un genere. Mi sembra una cosa così arida”.

Sul sistema ecofriendly di cui Fadà si è avvalso per la produzione in casa del suo disco, ha spiegato che “l’idea nasce dal senso di colpa per lo spreco di energia. Forse il mio risparmiare può apparire ridicolo, ma vuol essere il segnale di quella che invece dovrebbe essere la mentalità generale. E’ ridicolo che in Italia ci siano sono 250mila impianti fotovoltaici”.

Il rischio affrontato dal giovane cantautore sannita è di non sono iscritto alla Siae “perché credo che non si possa parlare di rivoluzione digitale restando ancora legati a dei modi arroganti di trattare la musica”. La scelta del download segue la stessa strada intrapresa dalla musica di oggi. “Il mondo oggi corre verso la musica liquida”, la condivisione di facebook, youtube, Zimbalam.

“Quest’ultima – ha voluto precisare- è una società francese che offre la possibilità di caricare la propria musica”, che viene poi distribuita nei maggiori siti musicali di tutto il mondo “a soli 20 euro per un album. E’ una rivoluzione”.

L’album è stato anticipato dall’uscita di un singolo intitolato “Donna cervello” che, a detta dell’autore, “è un po’ la parodia del carattere femminile, o meglio di quello che io ho colto, tramite la mia esperienza, delle donne”.

Altri sono i personaggi descritti con un po’ di ironia, altre le tematiche sopra le righe, dalla ‘Notte delle streghe’ al ‘Cappellaio matto’.
Fadà inoltre ci ha parlato con speranza delle possibilità, per i gruppi emergenti in provincia, di veicolare la propria musica: “L’importante è avere una stanza, buona volontà e far funzionare la testa. Oggi come oggi, è da stupidi lamentarsi del poco spazio. Ci sono gli strumenti adatti e le tecnologie più evolute”.

Molto più duro nei confronti invece di “quel modo appiccicoso e romantico di fare musica. Vedi la Pausini, Nek… E’ un modo che non mi piace di fare musica cantando di sentimenti falsi. E’ recessione culturale”.
“Progetti? Non posso ancora dire nulla. Questo lavoro viene costruito passo dopo passo, pezzo dopo pezzo”.