ISPROJECT: una conversazione con Ivan e Ilenia

Una conversazione con il giovane duo in occasione del debutto discografico.

  • Ivan Santovito classe 1991, Ilenia Salvemimi 1993.
    Un giovanissimo duo che però ha sposato un genere musicale amato dagli ascoltatori più “attempati”… Cosa vi affascina del progressive?

Chiamiamo il nostro approccio alla musica “progressive” perché non si etichetta nè si lega in particolar modo a un solo genere, ma li abbraccia tutti. Ha radici in diversi modi di vedere e ascoltare la musica: il rock, il Pop, la musica classica, il jazz, il blues. Tutti questi generi convergono nel nostro modo di esprimerci. “Progressive”, quindi, diventa per noi un ricettacolo di sonorità legate alle emozioni e, a seconda di ciò che vogliamo esprimere, ne conseguono particolari timbriche.

 

  • Isproject la bandThe Archinauts è il vostro album d’esordio, con il quale mettete in chiaro i vostri gusti e la voglia di rendere attuali certi miti e certe sonorità. Ci sono dei nomi di artisti o gruppi senza i quali Isproject non sarebbe nato?

La lista sarebbe davvero troppo lunga e andrebbe dalla musica classica alla celtica, generi che hanno influito enormemente sulla composizione. Per quanto riguarda le sonorità vicine al rock sicuramente sono da citare in primis Anathema, Steven Wilson e Muse. Dal punto di vista vocale spuntano nomi anche non strettamente legati al mondo Prog (a denotare la forte varietà di influenze) come Epica, Within Temptation, Kamelot e i già citati Muse e Anathema.

  • Dai punti di riferimento alla personalità di Isproject: che tipo di interpretazione avete offerto al materiale progressive?

Sicuramente un’interpretazione non citazionista. Abbiamo semplicemente voluto esprimere e raccontare certe emozioni in totale libertà. Tale libertà viene espressa anche dal punto di vista linguistico tramite particolari licenze poetiche, poiché in alcuni testi (nell’assecondare la metrica e la musicalità della partitura) sono state effettuate elisioni che non minano in alcun modo la comprensione del testo.

  • The Archinauts è un concept anomalo, legato anche all’immagine: qual è il suo contenuto?

È un album visionario, quindi legato fortemente al visivo. Anche i teaser che abbiamo realizzato ne sono testimoni. Si fa riferimento all’uomo che interagisce con architettura, natura e città. Quindi tratta di noi. Noi tutti siamo Archinauti: interagiamo con il mondo e molto spesso non lo apprezziamo abbastanza. Così facendo non lo valorizziamo e perdiamo la nostra umanità. Con questo album, quindi, cerchiamo di raccontare paure e ansie, ormai figlie del mondo moderno, cercando di ri-dare un senso alle cose.

  • TheArchinauts-coverThe Archinauts è nato sotto una buona stella, visto che siete stati prodotti da Fabio Zuffanti: che tipo di contributo ha dato Fabio?

Oltre a essere stato il nostro talent scout (e gliene saremo grati per sempre), ha coordinato in studio sia il lavoro dei musicisti che la registrazione delle parti vocali, apportando ulteriori accorgimenti a ogni singolo strumento. Per quanto riguarda le nostre voci, le ha valorizzate in modo efficace, consigliandoci ulteriori arrangiamenti sempre nuovi, focalizzati a determinate parti che, secondo il suo punto di vista, avevano il potenziale di poter essere ulteriormente impreziosite.

  • Zuffanti ha oltre vent’anni di esperienza ed è uno dei nomi simbolo del prog internazionale. Cosa ha trovato di significativo nella vostra musica?

Il nostro approccio giovanile e il carattere vivace; la voglia di fare e l’intraprendenza. Fare musica in libertà, senza preoccuparsi di alcuna conseguenza, necessita di coraggio: lui ha visto tutto ciò e ha voluto dar voce ai nostri pensieri.

  • Isproject ha ottenuto la partecipazione della Z-Band, ovvero Pastorino, Amodeo, Tixi e Grice: li avete coinvolti in funzione della partitura o sono stati liberi di seguire il loro estro?

Abbiamo fornito loro il materiale demo e ogni musicista ha personalizzato le parti del proprio strumento. Giovanni Pastorino, oltre ad aver registrato e co-arrangiato le parti di tastiera e piano, ha creato la base ritmica su cui Andrea Bottaro (basso) e Paolo Tixi (batteria) hanno dato il loro contributo. Menzione particolare per Simone Amodeo (Chitarra), che ha arrangiato tutte le sue parti non presenti nella demo e Martin Grice (Flauto e Sax) che ci ha sorpreso con una partecipazione straordinaria e inaspettata.

  • Una delle chiavi di volta dell’esperienza storica progressive è il connubio tra rock e musica eurocolta. Voi avete un legame con questi ambienti, dallo studio del violino di Ivan al lavoro coreografico di Ilenia: quanto è stato importante il contatto con elementi classici?

Gli elementi classici sono state le nostre radici. In quanto tali hanno influenzato il nostro presente e continueranno a farlo nel futuro. Tutto ciò deriva dall’ambiente in cui siamo entrambi cresciuti, l’uno circondato da strumenti e vinili e l’altra a pane, balletti russi e sonate di Chopin.

  • Negli ultimi tempi accanto alle reunion dei mostri sacri c’è una generazione di nuovi gruppi, peraltro molto giovani, vogliosi di offrire la propria visione del prog. Quali sono i nomi a vostro parere più interessanti, sia in Italia che all’estero?

Ce ne sono davvero tanti, il progressive brulica di giovani menti. Tra quelli che hanno suscitato particolare interesse ci sono i nostri amici Unreal City, i Diraxy e i Dropshard.

  • Dal disco al live: avremo l’occasione di vedere Isproject dal vivo?

Certamente, è uno dei nostri obiettivi principali. Isproject è effettivamente un duo e, data la particolare trama compositiva dei brani, permette tre diversi tipi di set : “Duo Gig” (le due voci accompagnate dal pianoforte), “Trio Gig” (le due voci, il pianoforte e chitarra+keyboards) e “Full Band” (tutta la band). Stiamo già organizzando le date, sia in Italia che all’estero, e speriamo che questo lavoro ci porti sempre più lontano.

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