KI: Valentina Casesa e i semi di un nuovo ascolto


Comunicato stampa:

«Il tempo che stiamo vivendo ci costringe a trasformazioni evidenti, radicali e urgenti, ed è importante mirare a cose positive, belle, importanti, umane, che ci facciano comprendere il senso di come stiamo camminando. KI per me è un ponte, un passaggio, ormai già attraversato. Adesso mi volto indietro e lo contemplo, un poco sorridente per aver gettato i semi di una nuova musicista, e impaziente di portare alla luce le nuove musiche».
Chiusure e aperture, una pelle antica che passo dopo passo cade per lasciare affiorare la luminosità del nuovoValentina Casesa chiudeva il 2016 con il suo esordio discografico Orior, a due anni di distanza chiude il 2018 con KI, di nuovo per la boutique label del collettivo Almendra Music. Più che un secondo album, è un "nuovo debutto", visto il carico di novità che la compositrice e pianista palermitana ha portato alla luce. E' uno di quei rari, preziosi e balsamici casi in cui il percorso personale di un'artista - quello più privato, intimo - si espone traducendosi in musica, con un senso e una direzione vivificati da nuova energia.

Energia è proprio la parola chiave di questa nuova operazione, ultima uscita della collana Almendra Piano Series. Il percorso antielitario, di musica per tutti ma profonda e ricca, che il think-tank siciliano e la stessa Valentina hanno intrapreso da tempo, si apre a una inedita deviazione, che sposta l'asse dal dialogo tra modernità e classicismo, tra passato e presente, ipotizzando un futuro all'insegna di una rinnovata forza vitale: «Ho sempre creduto nell'esistenza di una sorta di essenza unificante delle cose, che si esprime negli scambi di energia tra esseri umani, animali, perfino oggetti, o che forse con questi scambi coincide. Questo mio sentire ha poi trovato un fondamento più solido e sistematico da quando ho iniziato a praticare Ki Aikido, un'arte marziale giapponese che è sintesi ed elaborazione originale di altre antichissime. L'ideogramma 'KI' è stato creato per rendere con un segno visibile l'energia espressa dalla parola KI, il cui senso e concetto possiamo trovare anche nel “Chiin Cina e nel “Pra-na” in India, che le traduzioni occidentali rendono con “energia intrinseca”, “respiro”, “energia centralizzata” o “forza vitale”. In realtà questa parola e il relativo ideogramma rappresentano qualcosa che non è esattamente definibile dal punto di vista fisico e materiale, ma nonostante ciò è esistente e chiaramente percepibile. Così è anche nella musica».

Mentre Orior conteneva cinque brani interamente scritti e suonati da Valentina, KI offre inedite prospettive anche nella scelta del materiale e nell'apertura a collaborazioni. È un mettersi ancora di più a nudo, un esporsi e un ri-velarsi (come sottolineano anche le foto dell'artista realizzate da Marcello Cangemi), nella scelta di composizioni del giapponese Tōru Takemitsu (Clouds e Breeze del 1978, Romance del 1949), del greco Dimitri Nicolau (Siciliana, 1994) e dell'italiano Ottorino Respighi (Notturno, 1904), accanto alle cinque parti di Costellazioni e a Capo NordUntitled IIIUni e Torre di Valentina. In omaggio alla filosofia artistica di Almendra Music, partecipano anche alcuni musicisti del nucleo storico della factory: Giovanni Di Giandomenico, Danilo Romancino a.k.a. Curramore, Alessio Pianelli, Luca Rinaudo a.k.a. Naiupoche, insieme ad Andrea Marcione Sensei, maestro di Ki Aikido. «Le musiche di Respighi, Nicolau e Takemitsu sono state composte in un arco temporale che va dai primi agli ultimi anni del XX secolo, un arco che coincide con lo sviluppo del Ki Aikido: una coincidenza non ricercata, non calcolata, ma adesso benvenuta. Ho voluto invitare anche altri amici del mio collettivo Almendra, musicisti, compositori e producer, perché mi restituissero, in alcune composizioni, suoni di ambienti, voci, riflessi di armonici del pianoforte, echi di musica elettronica organicamente integrata e fusa con il pianoforte, proprio come i brani erano stati da me immaginati, ma così vivendo anche la sorpresa della scoperta o riscoperta, a mia volta, della mia stessa musica attraverso le energie degli altri».

Come Giovanni Di Giandomenico, Naiupoche e Marco Betta con il recentissimo Ensemble/Encore, anche Valentina ha scelto di non rendere disponibile KI su portali generalisti come Spotify o Apple Music, ma al fine di condividere con il pubblico veramente appassionato una cultura della diffusione di musica più sana, che tenga conto anzitutto degli interessi di ascoltatori e artisti, KI è disponibile in digitale solo sui portali etici Bandcamp e ResonateBandcamp é il sito equosolidale della musica e degli ascoltatori indipendenti, che permette di incontrare e supportare senza mediazioni gli artisti e le etichette libere. Resonate è la startup berlinese basata su blockchain che rivoluziona il rapporto tra musica, tecnologia e creatività, sostenendo gli interessi sia degli ascoltatori che degli artisti grazie a un approccio cooperativo e trasparente: KI, dopo Ensemble/Encore, è la seconda release italiana lanciata in esclusiva streaming su tale piattaforma. 

Compositrice e pianista, Valentina è autrice di musica strumentale, spesso con il suo pianoforte protagonista, musica per le immagini e il teatro, e con un rapporto privilegiato con la danza. La sua musica è un moto continuo d’energia che avvolge in calmi paesaggi o sorprende con scarti improvvisi, e coinvolge ascoltatori da qualsiasi background sollecitando emozioni e immagini profonde. Valentina coglie in pieno - e con delicatezza mai scialba, con attenzione ai chiaroscuri, alle sfumature, come dimostra KI - le premesse e gli obiettivi del progetto Almendra Music. Una musica che medita e respira il tempo: «Spero che KI possa dare ciò per cui è stato creato: un tempo vero fuori dal tempo soltanto reale».

Info:

VALENTINA CASESA
KI
Almendra Music / Bandcamp + Resonate
14 tracce - 53'53"

 

Almendra Music: 
http://www.almendramusic.com/album/ki/

Valentina Casesa: 
http://www.almendramusic.com/portfolio/valentina-casesa/

BandCamp:
https://almendramusic.bandcamp.com/album/ki

Resonate: 
https://resonate.is/album/12049/valentina_casesa-ki/

Informazioni

Valentina Casesa, compositrice e pianista, è autrice di musica strumentale, spesso con il suo pianoforte protagonista, musica per le immagini e il teatro, e con un rapporto privilegiato con la danza. La sua musica è un moto continuo d’energia che avvolge in calmi paesaggi o sorprende con scarti improvvisi, e coinvolge ascoltatori da qualsiasi background sollecitando emozioni e immagini profonde, complice anche una ricerca intima del colore strumentale, sempre ben ponderata e spesso sorprendente.
La fioritura del suo linguaggio è avvenuta nella dialettica tra la costante pratica al pianoforte della musica classica, romantica e del primo ‘900, e la fascinazione per l’approccio di autori asiatici come Toru Takemitsu e Ryuichi Sakamoto, assumendo anche spunti dalle idee di spazialità musicale di Gyorgy Ligeti.

Valentina ha incontrato il pianoforte all’età di sei anni e si è diplomata con lode in composizione, pianoforte e direzione di coro al Conservatorio della sua città d’origine, Palermo. Charles Rosen, Ennio Pastorino e Joaquin Achucarro l’hanno guidata all’approfondimento del suo strumento e dell’interpretazione pianistica, Dario De Rosa e Renato Zanettovich dello storico Trio di Trieste sono stati i suoi mentori nell’esplorazione della musica da camera, Barbara Rettagliati e Marco Betta l’hanno accompagnata nella formazione compositiva.

Prima del’attuale attività da solista con la sua musica, Valentina è stata ospite assidua e appassionata dei festival e stagioni concertistiche di musica classica in Italia e all’estero, spesso condividendo il palco con grandi solisti, grazie soprattutto alla decennale collaborazione col Trio Arté, di cui è cofondatrice e col quale ha contribuito alla riscoperta e valorizzazione di pagine della musica strumentale italiana del XIX secolo, pubblicate in un album del Trio in prima incisione.

Oltre al riconoscimento da parte del pubblico più variegato, la musica di Valentina è stata di recente apprezzata anche da Sofia Gubaidulina, ascoltatrice partecipe in prova e in sala alla prima realizzazione di “Perceptions” (2015), per ensemble di percussioni, composta in onore della grande compositrice per il Festival Nuove Musiche del Teatro Massimo di Palermo.
Nel 2013 Valentina debutta anche come autrice di teatro musicale, con l’opera da camera “Con un soffio di Vento”, su soggetto e libretto suoi, la cui prima ha avuto luogo alle Orestiadi di Gibellina, una fiaba emozionante, surreale e grottesca che mette in scena il peso delle assenze nei rapporti umani, e come queste influenzano poi la creatività. Dello stesso anno è anche “Aspettando Violetta”, per orchestra sinfonica, soprano lirico e voce pop, realizzata in Piazza Maggiore a Bologna in memoria delle vittime della strage del 2 Agosto 1980, e trasmessa in broadcasting e webcasting internazionale da Rai TV.

Nel maggio 2016 la musica da camera di Valentina varca anche i confini italiani, con “Fìmmina” (“Donna” in siciliano), per violino, violoncello e pianoforte, composta per il Mediterranea Trio (Gran Bretagna) per l’evento ufficiale al British Museum di Londra in apertura della mostra sulla Sicilia che ha inaugurato la nuova direzione del museo britannico. Pochi mesi dopo Valentina è compositrice e pianista, tra composzione e improvvisazione, in dialogo con temi wagneriani in “Saracina”, realizzazione scenica dell’omonima opera non musicata di Richard Wagner, prodotta dal Festival Pergolesi Spontini a Jesi e dal Teatro Massimo di Palermo.

Valentina chiude il 2016 chiude con una nuova apertura, “Orĭor“, EP che segna l’avvio della sua attività solistica da pianista-compositrice. A “Orior” segue, a novembre 2018, la pubblicazione del suo primo album di lunga durata:”KI“.