Laminae Cantus Musique Ensemble


Comunicato stampa:

LAMINAE CANTUS MUSIQUE ENSEMBLE
1. Laminae Cantus: il progetto.
2. Emanuele Cedrone: l’artefice.
3. Emanuele Cedrone si racconta...

Emanuele Cedrone è il fondatore del Laminae Cantus Musique Ensemble: un progetto unico in Italia, raro nel mondo.
Il concerto di Laminae Cantus è un viaggio attraverso la miriade di sentimenti e sensazioni che scaturiscono dall'esperienza dello stupore, dove le meravigliose e familiari arie del repertorio operistico saranno i sicuri sentieri dove l'ascoltatore potrà ritrovarsi. Al centro dell'operazione: la Melodiosa.
La Melodiosa, ovvero la sega musicale, è uno strumento nato dalla sega da falegname intorno alla seconda metà dell'Ottocento e molto in voga fino agli anni '30 del Novecento. Costruita con peculiarità tecniche che la allontanano totalmente dall'oggetto natale, è oggi indiscutibilmente uno strumento musicale, pur mantenendo filologicamente l'estetica originaria.
La Melodiosa annovera tra i suoi esecutori Marlene Dietrich, inoltre grandi compositori hanno scritto per questo strumento, pensiamo a Shostakovich, Kachaturian, Scelsi, Sciarrino. È utilizzata da orchestre come Berliner Philharmoniker o Münchner Symphoniker, è apprezzata per le sue caratteristiche e potenzialità musicali oltre che per la grande espressività. Molto frequente nelle colonne sonore per il cinema e il teatro, è stata utilizzata da Tom Waits e Vinicio Capossela, in Italia ha fatto la sua prima apparizione nel brano Maruzzella di Renato Carosone, suonata da Gegè Di Giacomo. Dopo un periodo di oblio, finalmente sta conoscendo una nuova primavera grazie alla curiosità e alla dedizione di professionisti che concepiscono la musica come costante ricerca e messa in discussione delle proprie certezze, capaci di confrontarsi col grande repertorio con una "voce nuova".
In concerto Laminae Cantus propone programmi incentrati sulla musica classica dal Barocco al XX Secolo, con particolare attenzione alle arie d’Opera più famose; inoltre musica sacra, Tango, grandi colonne sonore del cinema internazionale, canzone partenopea fino alla sperimentazione e all'improvvisazione elettronica.

La scoperta dell'inaspettato, l'epifania di uno strumento che va ben oltre la propria estetica.

EMANUELE CEDRONE
Emanuele Cedrone, marchigiano, classe 1980, vive a Milano.
Dai sette a dodici anni è parte del Coro Polifonico delle voci bianche Città di Tolentino, diretto dal M° Aldo Cicconofri. Dal 2002 frequenta il corso di tecnica strumentale ed etnomusicologia afrocubana presso il C.P.M di Milano col M° Giorgio Palombino e si diploma nel 2008.
Con i Sursumcorda partecipa in qualità di polistrumentista, esecutore, arrangiatore e compositore, alla creazione di colonne sonore per documentari d'arte, cortometraggi, film per il cinema, spettacoli teatrali. Con l'apprezzato ensemble ha all'attivo produzioni discografiche e tournèe in Italia e in Spagna, si è esibito tra gli altri al Teatro Civico di Vercelli e al Piccolo Teatro di Milano.
Emanuele Cedrone è uno dei pochi musicisti italiani ad interessarsi approfonditamente alla Melodiosa: nel 2012 inizia lo studio da autodidatta, non essendoci in Italia maestri di questo strumento.
Nel 2014 fonda il progetto Laminae Cantus Musique Ensemble, nel quale convergono musicisti diversi tra loro per estrazione accademica, dotati di una estrema curiosità, versatilità e propensione alla ricerca. Nello stesso anno è stato ospite del Festival dell'Appennino e del Festival di liuteria Pioracoustic, successivamente collabora allo spettacolo della Compagnia dei Folli "Il giullare di Dio" ad Ascoli Piceno.
Il grande pubblico lo scopre nel 2015 grazie alla partecipazione al programma televisivo Italia's got Talent: arriva in semifinale.

Laminae Cantus si è esibito al Castello Sforzesco durante gli eventi Expo Milano 2015 con gli European Soloist Quartett con la direzione del M° Roberto Lucano, nella programmazione della Milano Haus Musik 2015 a cura della M° Valeria Squillante. Nello stesso anno ha rappresentato l'Italia allo European Musical Saw Festival di Vienna. Successivamente la sua versione dell'Habanera dalla Carmen di Bizet è stata inserita nella colonna sonora del documentario sulla vita dello stilista della Maison Moschino, Jeremy Scott, in onda su Netflix. Nello stesso anno inizia la collaborazione tutt'ora in corso con AIGAM Milano nelle lezioni-concerto per l'apprendimento della musica per bambini al di sotto dei 6 anni attraverso la Learning Gordon Theory.
Nel 2016 e 2017 Laminae Cantus è protagonista nelle rassegne di musica classica ScopriCoop Lombardia a cura del M° Luca Schieppati e Notte dell'Opera al Macerata Opera Festival diretta dal M° Gianfranco Stortoni.
Viene ingaggiato come direttore artistico dalla maison di moda Louis Vuitton per un evento tenutosi in Svizzera e in Provenza. Nel 2017 viene invitato da Janneke Doreleijers, violinista dello storico Schönberg Kwartet en Ensemble, al Festival in aiuto della città di Sant'Angelo in Pontano (Mc), a favore della ricostruzione del Teatro Angeletti, distrutto dal terremoto del 2016. Sempre nel 2017 entra a far parte del roster dei musicisti collaboratori del famoso Cirque du Soleil. Prende parte alle registrazioni per la colonna sonora del film "Joseph" del regista G. Calamari.
Collabora con la pianista Francesca Badalini alla sonorizzazione dal vivo di film muti per il Museo Interattivo del Cinema di Milano. Invitato dalla Gioventù Musicale d'Italia a prendere parte alla stagione 2018/19, in concerto presso l'Auditorium del Conservatorio Pergolesi di Fermo.

Laminae Cantus Musique Ensemble collabora stabilmente con le pianiste M° Livia Rigano e M° Melissa Galosi, Francesca Badalini, il violinista M° Roberto Lucano, l’attrice Alessia Bedini.
Un suono evocativo che arriva dal profondo della materia, uno strumento controverso che percorre da sempre le vie meno battute della storia della musica, ispirando ed emozionando chi è riuscito a "Vedere la luna, oltre il dito che stava indicando."
"La vista, da sempre, cataloga con fare saccente.
Il tatto, vedendo il metallo, suggerisce il freddo al primo sguardo. Il gusto, ben poco coinvolto, dei giorni di festa sarà già ben satollo. L'udito si aspetta stridore,
ma è musica! E ammalia col suo dolce languore. Cantando le arie con voce impalpabile
mutandosi in cigno
agli occhi increduli."
E. Cedrone

EMANUELE CEDRONE SI RACCONTA
La scoperta della Melodiosa...

La mia passione per la Melodiosa arrivò coma una sorta di folgorazione quando la sentii e la vidi per la prima volta verso la metà degli anni 2000 nel film Delicatessen di Jean-Pierre Jeunet, regista del più famoso Il favoloso mondo di Amelie. Era suonata dal protagonista e io rimasi letteralmente rapito dal suono.
Cominciai ad informarmi e conobbi dei gruppi in rete di musicisti e amatori da tutto il mondo, mi si aprì un universo: dal come fosse possibile farla suonare, alle possibilità espressive, gli autori che l'avevano usata, i film in cui era presente nella colonna sonora etc. Non riuscivo a trovare in Italia il modo di poterla comprare, così misi da parte per un attimo quell'infatuazione.
Il 4 marzo 2012...
Dopo una serie di vicissitudini, nel 2012 avvertii il bisogno di far succedere qualcosa a livello cosmico per sbloccare una situazione di stasi lavorativa, così una bella domenica di Marzo, precisamente il 4 Marzo 2012 svegliai mia moglie dicendole: «Ho la soluzione! Inizierò a suonare la Melodiosa!».
La reazione non fu entusiastica, ma da quel momento mi rimisi a cercare tutte le informazioni utili, trovai le aziende nel mondo dove poterla ordinare, arrivò e iniziai a studiare senza sosta. Nessun insegnante, nessun metodo ufficiale, nessuna notizia nel grande circuito della musica a qualsiasi livello, un salto nel vuoto, un territorio del tutto inesplorato, una terra vergine, una sfida... ero salvo!
Nasce Laminae Cantus...
Laminae Cantus nasce dalla mia esigenza di riscattare uno strumento preso mai troppo sul serio dai più, relegato a simpatico effetto rumorista e poco altro, costretto da sempre a fare da contorno se non in rarissimi casi, conosciuti da addetti ai lavori e solo da quelli particolarmente curiosi. La Melodiosa nasce da un'intuizione e da una necessità, come tutti gli atti artistici: quella di poter avere uno strumento melodico là dove non ce n'erano altri oltre la voce e che fosse di facile reperibilità.
Essendo diplomato in percussioni afrocubane ho sempre avuto a che fare con strumenti che hanno questa origine, cioè da utensili di uso comune, basti pensare al cajon, all'udu drum, al washboard, la differenza è che tutti hanno trovato il posto che meritavano nella musica, nei vari generi, la Melodiosa no, sopratutto in Italia. A questo punto entro in gioco io.
La Melodiosa come strumento solista: cinque punti...
1. Via la voce, via le parole, rimangono solo la melodia e l'accompagnamento (ad es. pianoforte, chitarra, arpa, quartetto) che rassicura l'ascoltatore.
2. Nessuna cassa di risonanza, il suono si dipana da tutto il corpo dello strumento in tutte le direzioni.
3. Il metallo è l'elemento fondamentale e non il legno, come d'abitudine.
4. Il repertorio deve essere conosciuto per dare un termine di paragone e riconoscibilità al pubblico.
5. L'estetica dello strumento deve essere quella originaria.

Attraverso la Melodiosa posso cantare un repertorio che ho sempre amato, quello operistico, con storie struggenti e melodie meravigliose, che caratterizza l'Italia nel mondo e la rende subito comprensibile e riconoscibile, in più ho uno strumento assolutamente fuori dall'ordinario che però fa parte in qualche modo della vita di ognuno di noi.

Il problema linguistico: Melodiosa o Sega Musicale?
La sega musicale è il nome con cui lo strumento viene classificato nel sistema di classificazione degli strumenti musicale Hornbostel-Sachs e questo non crea nessun tipo di problema nel mondo, ma in Italia suscita ilarità e scherno data la poca conoscenza.
Nella mia missione con questo strumento c'è anche il desiderio di nobilitarlo con un nome che sia il nome proprio dello strumento e non una dicitura descrittiva dell'utensile e del suo uso momentaneo.
I primi flauti erano fatti con tibie di animali o con canne vegetali, ma anche all'epoca venivano chiamati con nomi specifici non "osso-suonante o canna- cantante", bensì flauti. Quindi è ora che venga riconosciuto un nome specifico e dignitoso anche alla sega musicale.
Melodiosa mi sembra perfetto.

Laminae cantusLaminae Cantus in concerto e non solo...
I concerti sono la parte fondamentale del progetto Laminae Cantus e negli ultimi anni le rassegne che ci hanno accolto sono state tante e di spessore, ora ci aspetta la seconda parte del 2019 ma stiamo già programmando la 20-21 inoltre per l'estate 2020 vorrei iniziare i lavori del primo disco, che sarà chiaramente una dedica alle arie d'opera come punto di raccordo della prima parte del viaggio. In programma c'è anche la pubblicazione di un libro per bambini.

Emanuele Cedrone:
www.emanuelecedrone.it

Laminae Cantus:
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Emanuele Cedrone YouTube:
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