Massimo Giuntoli


Comunicato stampa:

MASSIMO GIUNTOLI (Milano, 1959)


Compositore, performer, creativo urbano e artista multimediale, dopo gli studi di pianoforte con Dante Galletta e Marvin Allen Wolfthal inizia la sua attività alla fine degli anni ‘70. Dichiaratamente debitore nei confronti di maestri quali Frank Zappa, Aaron Copland e la scena di Canterbury, Giuntoli ha sviluppato un proprio linguaggio contraddistinto da un disinibito andirivieni tra l'accademia e una rosa alquanto eterogenea di altri idiomi, con l’uso ricorrente, spesso reinventato, di tecnologie elettroniche della più varia specie.


Dal 1980 a oggi ha preso parte a numerose rassegne, in Italia e all'estero. L'Lp Diabolik e i sette nani (1982) e il cd Giraffe (1992), recensiti dalla stampa specializzata internazionale, sono tuttora ricercati nel mercato del collezionismo. ​Nel corso degli anni la sua produzione lo ha impegnato in numerosi progetti che inglobano azione scenica e installazioni multimediali site specific, diventando così uno degli artisti italiani più eclettici e multiformi. Letteratura, architettura, elettronica, luoghi pubblici e siti storici e artistici: i progetti di Massimo Giuntoli trovano spazio e risonanza in location varie, nelle quali la riflessione sulla composizione, sul suono, sul rapporto con aree extramusicali è sempre rilevante e significativa.


Con Pianoformance, che si avvale delle mirabolanti caratteristiche tecnologiche del pianoforte Disklavier, Giuntoli mette in scena il rapporto uomo/macchina attraverso un imprevedibile recital pianistico. Morfeo al Ninfeo (1994) è una performance itinerante costruita nelle grotte e nelle sale di un ninfeo cinquecentesco. Seguono la coreografica partita di scacchi viventi Torre del Bernabò; la suite Musici In Complotto per quattro esecutori (Ferdinando Faraò, Fabio Martini, Takumi Fukushima e lo stesso Giuntoli) che circondano il pubblico in un antico chiostro; Freezy, nella quale danza, teatro e musica danno vita a un ensemble di statue. Nel 1995 Robert Wyatt, invitato da Radio Popolare a condurre un ciclo di trasmissioni incentrate sulle proprie preferenze musicali, include nella selezione Frrr!!!, tratta dal cd Giraffe. Lo scrittore inglese Jonathan Coe gli affida l'arrangiamento di una selezione di brani di propria composizione, presentati al festival Collisioni da un ensemble cui prende parte lo stesso Coe.


MassimoGiuntoli_DavidePappalettera


Nel 2003 Giuntoli fonda lo studio Wizarp Urban Visions, dedicandosi alla progettazione di installazioni permanenti nello spazio pubblico e di elementi di scenografia urbana. Nel 2009 collabora con Musea e Fabbrica Arte alla realizzazione del progetto espositivo The Art of Games, dove realizza un'installazione di suoni e luci per il Centro Saint Benin di Aosta. A partire dal 2010 la Regione Valle d'Aosta gli commissiona varie edizioni di sons et lumières per il Teatro Romano di Aosta, per le quali compone musica originale ed elabora la regia illuminotecnica.  Nel 2011 prende parte a Neoludica, 54. Biennale di Venezia (a cura di Debora Ferrari), dove presenta opere di grafica vettoriale e animazioni interattive. Nel catalogo, edito da SKIRA, pubblica il saggio You Can’t Stop. Nel 2013 presenta PIE GLUE!, un concerto costruito su poesie della Beat Generation – musicate nella versione originale inglese – rappresentato in duo con la percussionista Clara Zucchetti. Nello stesso anno fonda il duo HOBO, che coinvolge la violinista Eloisa Manera: una sorta di camera da musica itinerante che lo vede impegnato all’harmonium. Nel 2014 con Esther Flückiger dà vita a HarpsyDuet, un duo di clavicembali dedito all’esplorazione di forme espressive contemporanee – di propria composizione – per questo strumento. In collaborazione con Bizzi Clavicembali e Accademia Europea Villa Bossi.  Torna a esplorare il controverso rapporto tra musica e testo con la solo-performance ODD SONGS, sequenza ininterrotta e instabile di no-word-songs, testi nonsense e neologismi neosonori.


Collabora come pianista e compositore con l’Altrock Chamber Quartet di Emilio Galante, è membro dell’Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò (1° classificata Top Jazz 2012, 2° classificata Top Jazz 2014). Yamaha Music Europe gli commissiona Piano Store, una composizione per sei pianoforti, programmata per tre giorni consecutivi nell’ambito di Cremona Pianoforte.  Su incarico del Consorzio Sistema Bibliotecario del Nord Ovest sviluppa il progetto SOUND PLEASE, che prevede l’inserimento del pianoforte digitale nel contesto della biblioteca pubblica. Nel 2013 dà vita ad ALTERAZIONI – Rassegna di musiche innovative, che ha luogo ogni anno a Lainate (MI - negli spazi di Villa Visconti Borromeo Litta e dell’Ariston Urban Center).  Nel 2014 dà inizio alla programmazione di INAUDITOSegnali sonori dal sottobosco, che si svolge ogni mese al Masada di Milano. Nel settembre 2016 presenta HOBO PLAYS ROBERT WYATT al Festivaletteratura di Mantova,  in collaborazione con il giornalista e critico musicale Alessandro Achilli. Nello stesso mese pubblica con la Bunch Records il cd PIANO WARPS. Fonda il duo U-GENE, progetto marcatamente “plugged” che vede come partner Silvia Cignoli alla chitarra elettrica. Crea la solo-performance PIANO POETRY - che presenta nel contesto della biblioteca pubblica - per la quale musica poesie di Walt Whitman, Emily Dickinson, Gertrude Stein, oltre che testi propri e di giovani autori inediti. Progetta e realizza il workshop VOX POPULI, che dà vita ad improbabili quanto surreali ensemble corali aperti a chiunque presenti i seguenti requisiti: “curiosità, mente aperta, spirito d’avventura”.


Massimo Giuntoli: 


www.massimogiuntoli.com


 

Informazioni

Massimo Giuntoli: i progetti

• Pie Glue!
• Hobo
• HarpsyDuet
• Odd Songs
• Piano Poetry
• One Song
• F.I.T.
• Piano Wax
• U-Gene
• Vox Populi



PIE GLUE!
Singing the Beat Generation

Massimo Giuntoli: piano, tastiere, voce
Clara Zucchetti: vibrafono, percussioni, tastiere, voce

testi di
Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, Robert Creeley, Diane Di Prima, Norman Mailer, Denise Levertov, Michael McClure

musica di
Massimo Giuntoli

Con il concerto PIE GLUE! Massimo Giuntoli offre un’interpretazione prettamente musicale dei testi poetici della beat generation – nella versione originale inglese – che diventano in tal modo canzoni strutturate in partiture marcatamente soggette all’influenza di compositori americani quali Aaron Copland, Frank Zappa o Carl Stalling.
«...Gli animi erano incandescenti, i giovani sognavano ancora di far finire per sempre le guerre, i ragazzi ascoltavano con gli occhi sbarrati le proposte che arrivavano da lontano di vivere in una società dentro la società dove non si credesse più al potere del denaro (...) si superassero tutte le barriere e si raggiungessero tutte le liberazioni. (...)
Il sogno - più tardi si sarebbe chiamata l’utopia - era che finissero l’odio, il male, la corruzione, la violenza, in un esistenza libera da confini nazionalistici, da lotte di classe, da competizione e da rabbia, da pregiudizi e da ipocrisie...»

Fernanda Pivano



HOBO

Eloisa Manera: violino
Massimo Giuntoli: harmonium

Una formazione agile, dalle sonorità intense e possenti quanto sospese e delicate, determinata a dare vita a una camera da musica itinerante capace di trasformare spazi e luoghi della più varia specie in un’inconsueta avventura sonora.

La musica di HOBO, composta da Massimo Giuntoli, è caratterizzata da una nutrita varietà di linguaggi di frontiera, con marcate influenze avant-rock, canterburiane, zappiane e novecentesche, nella più ampia accezione, alle quali si aggiungono audaci incursioni nel repertorio classico (Sonata a Kreutzberg…) e popolare (l’irresoluta contesa tra tango e valzer di Tanzer) dal sapore ironico e surreale.
Entrambi i musicisti di HOBO sono membri dell’Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò.


HOBO plays Robert Wyatt

Eloisa Manera:violino, voce
Massimo Giuntoli: pianoforte, tastiere, voce
Alessandro Achilli: narrazione

Dalla composizione originale di HOBO alla rivisitazione dei brani di Robert Wyatt in un percorso tra musica e narrazione, con la partecipazione del giornalista Alessandro Achilli, traduttore e curatore di Falsi Movimenti di Michael King e Different Every Time di Marcus O’Dair, popolari biografie dedicate a Wyatt.

Achilli accompagna il pubblico nel percorso di Robert Wyatt, figura originalissima per ispirazione, direzioni, militanza politica e visioni musicali, il duo HOBO rilegge brani della discografia solista di Wyatt ma anche dell'esperienza Matching Mole e Hatfield And The North, in omaggio all'irriducibile libertà creativa della musica di Canterbury.



Harpsy Duet

Esther Flückiger e Massimo Giuntoli, entrambi pianisti e compositori, danno vita a questo duo di clavicembali nella deliberata intenzione di esplorare nuove forme espressive per questo strumento.
Il risultato è un repertorio inedito, di propria composizione, frutto di una ricerca che risente di influenze contemporanee sia di derivazione accademica sia soprattutto provenienti da quei territori di frontiera che costituiscono il background più vissuto e sentito da parte dei due musicisti.
Alcuni brani vedono inoltre Giuntoli alternarsi al flauto dolce, altro strumento di origine barocca che ha fatto la sua apparizione in numerosi altri suoi progetti.

I musicisti di HarpsyDuet si esibiscono su due clavicembali modello francese, di fabbricazione Guido Bizzi.

HarpsyDuet è prodotto in collaborazione con Accademia Villa Bossi.




ODD SONGS

Massimo Giuntoli: piano, tastiere, voce


A breve distanza da PIE GLUE! - singing the beat generation, Massimo Giuntoli torna a esplorare il controverso rapporto tra musica e testo con ODD SONGS, una performance musicale che si articola in una sequenza ininterrotta e instabile di no-word-songs, testi nonsense e neologismi neosonori.

Il progetto trae origine dall’espressione inglese “fol de rol”, (nonsense), che non a caso vede esempi illustri - nello stile ironico e surreale che contraddistingue la cosiddetta Canterbury Scene – a firma di autori quali Robert Wyatt, Richard Sinclair, Dave Stewart, Pip Pyle e, naturalmente, Daevid Allen, il cui pianeta Gong orbita ammiccante nell’inverosimile cosmo sonoro di ODD SONGS.
La musica di ODD SONGS è composta da Massimo Giuntoli, autore anche della maggior parte dei testi di questa performance caratterizzata da sviluppi imprevedibili e destabilizzanti.
Non mancano tuttavia esplicite citazioni e ossequiosi omaggi ai sopra menzionati protagonisti di quella Canterbury Scene cui l’autore di ODD SONGS ha fatto spesso riferimento nel proprio percorso creativo.




PIANO POETRY

Massimo Giuntoli: pianoforte, voce

testi di
Emily Dickinson,
Walt Whitman,
Gertrude Stein,
Jack Kerouac,
Robert Creeley,
Norman Mailer,
Danielle Marie Hurren,
Massimo Giuntoli,
Anonimo...

musica di
Massimo Giuntoli


Come già per PIE GLUE, dedicato alla poesia della Beat Generation, Massimo Giuntoli presenta con questa solo performance una scelta “in divenire” di testi poetici musicati e cantati nella versione originale inglese.
Proprio la lingua inglese viene quindi affrontata - sotto il profilo del coinvolgimento di un’audience non anglofona - con un piglio marcatamente ironico e “visionario”, anche attraverso imprevedibili interpretazioni di testi “extra-poetici” dalla provenienza più disparata, in una sorta di divertito rimando al concetto dadaista di ready made.




ONE SONG

Massimo Giuntoli: voce, pianoforte, tastiere


Una lunga suite ininterrotta a formare un'unica improbabile canzone.
In una costante metamorfosi compositiva articolata sui testi derivati da dialoghi cinematografici scelti a caso attraverso la pratica perversa dello zapping televisivo.
E rimontati in una sorta di cut-up narrativo che vede protagonisti personaggi inesistenti. La frammentarietà che caratterizza sempre più la fruizione di qualsivoglia media è paradossalmente trasformata in un progetto unitario e coeso.



F.I.T.
Found In Translation


Massimo Giuntoli: voce, harmonium

Versi e prosa dell'assurdo tradotti nelle lingue più disparate – pronuncia fonetica inclusa – per mezzo di inattendibili traduttori automatici.
Interi paragrafi o segmenti di frasi che vedono alternarsi idiomi differenti, a generare accostamenti paradossali ed effetti di astrazione semantica cui viene a corrispondere un linguaggio musicale sospeso e imprevedibile.
Giuntoli prosegue nel suo percorso di esplorazione del controverso rapporto tra testo e musica, iniziato con Pie Glue - Singing The Beat Generation, proseguito con l’America ottocentesca di Piano Poetry, passato per il cut-up di dialoghi cinematografici di One Song e ora approdato con F.I.T. ad un’improbabile lingua universale che si prende gioco tanto dei confini tracciati sulla Terra dalla specie più evoluta del nostro pianeta quanto del concetto di "straniero" ancora così profondamente radicato nella società dell'uomo contemporaneo.



PIANO WAX


Con PIANO WAX Massimo Giuntoli presenta un repertorio pianistico di propria composizione che si avventura sul terreno sdrucciolevole di un linguaggio perennemente in bilico tra ambiti tonali e atonali, tra reminescenze “colte” e libere incursioni nelle più molteplici espressioni della scena contemporanea “extraccademica”.
Dichiarato debitore nei confronti di grandi maestri del '900 quali Ligeti, Ives, Copland, e Zappa, oltre che mai disamorato della cosiddetta “scena di Canterbury”, Giuntoli torna all'essenziale timbrico del "piano-solo" che ha rappresentato - ormai alcuni decenni or sono - lo strumento dei suoi "primi passi" compositivi.
Il materiale di questo progetto è pubblicato nel cd Piano Warps, edito da Bunch Records 2016.



U-GENE

Silvia Cignoli: chitarra elettrica
Massimo Giuntoli: tastiera

Musica di Massimo Giuntoli


La formula duo si riconferma come una vera e propria “scelta di campo” anche in questo nuovo progetto di Giuntoli, che presenta un programma composto ad hoc per questa formazione marcatamente “plugged”.
Per quanto le simpatie nei confronti dell’avant-rock in opposition facessero capolino già nei progetti acustici, la strumentazione qui in gioco si misura con maggiore evidenza nei confronti di stilemi rock di diverse matrici, a dispetto della rimozione di basso e batteria, che favorisce allo stesso tempo l’avventurarsi in reinterpretazioni neocameristiche di ambiti novecenteschi in area “colta”.



VOX POPULI


sai cantare?
sai leggere la musica?
allora VOX POPULI fa per te!

non hai mai cantato?
non sai leggere la musica?
allora VOX POPULI fa per te!

- requisiti richiesti:
curiosità, mente aperta, spirito d’avventura…!

-strumenti necessari:
la tua voce… così com’è!

- la partecipazione è aperta a qualsiasi cittadino che abbia compiuto almeno 16 anni di età

- non è richiesta alcuna competenza musicale né è previsto alcun “test attitudinale”

L’esperienza di coro immaginata per questo workshop ideato da Giuntoli è articolata in un percorso inteso a esplorare e a rivisitare in chiave creativa e contemporanea forme e tradizioni del canto corale di tutti i tempi, dal canto gregoriano al coro di montagna, dal folklore dell’est europeo al gospel, dal melodramma operistico alle tessiture visionarie di György Ligeti.

Il tutto strutturato in una composizione originale e inedita, la cui partitura – concepita ai fini di un’accessibilità immediata – è costruita utilizzando sia la notazione tradizionale su pentagramma, (della quale il partecipante al workshop avrà così l’opportunità di apprendere rapidamente i rudimenti fondamentali).sia altre forme di scrittura non convenzionale: partiture grafiche, sillabazione ritmica di testi e neologismi, onomatopee fumettistiche alla “Stripsody” (Cathy Berberian).

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