Spaghetti Southern: il ritorno di Riccardo Ceres


Comunicato stampa:

«Se i film sono degli spaghetti western, il mio disco è uno spaghetti southern. Spaghetti Southern racconta del mio sud e forse anche del vostro, perché il sud è di tutti. Sud del cuore, sud del basilico e dei pomodori, degli stereotipati luoghi comuni, del mare infinito, dello stringere i denti. Il sud del volersi bene, delle donne necessarie e del darsi una mano. Tutte queste cose a mio modo di vedere sono l’Italia migliore, quella che si vede nel momento dell’estrema difficoltà, quella ad un passo del punto di non ritorno. Qui al sud tutto questo è quotidianità, perciò consiglierei a tutti di partire da sud, anche perché partendo dal basso non si può fare altro che salire in alto».

Spaghetti-Southern-copertinaPer il suo quarto album, quello che considera il più importante della sua vicenda artistica, Riccardo Ceres punta a sud. Al suo Sud, al sud di ogni ascoltatore, alla verità di un sud che lotta contro gli stereotipi, al sud in senso allegorico, ideale punto di ripartenza verso l'alto. Spaghetti Southern è il perfetto compendio di una storia significativa, quella di un eclettico e imprevedibile "cantautore pulp" - così è stato definito dalla stampa - attivo dal 1999, che si è scoperto anche prolifico compositore per il cinemaSpaghetti Southern è un lavoro di notevole maturazione, nel quale le storie in musica di Ceres trovano perfetta sintesi tra blues, jazz, roots, psichedelia, rock e canzone d'autore: «Quando scrivo canzoni immagino una storia, quando scrivo storie lo faccio ascoltando musica, in genere sempre lo stesso brano in genere jazz old school, Coltrane/Davis e i loro blues. Per dirla in maniera semplice “mi faccio i film” con la mia musica e le mie sceneggiature, i miei film».

Devoto a Piero Ciampi, Paolo Conte e Tom Waits, all'epoca d'oro del jazz e del blues, alla Beat Generation, sin dal primo album Puro Stile Italiano (2001) Riccardo Ceres ha cercato un proprio stile musicale e letterario. Nel 2009 con il secondo Lp Riccardo Ceres in James Kunisada Carpante e nel 2012 con E il mondo non c’è più si è avvicinato a un obiettivo che finalmente ha raggiunto con Spaghetti Southern: un incontro tra motivazioni artistiche e individuali, storiche e private, dieci canzoni intorno alla misteriosa linea-guida del blues. Il blues è una scelta, ma anche un percorso inevitabile per Ceres, che sente, pensa, scrive e vive questa musica come una confessione, un rituale: «Credo che il blues sia la miglior colonna sonora per raccontare se stessi. Sono “solo” tre accordi, quelli indispensabili da raccontare e per raccontare. In varie forme lo si ritrova in tutti i sud del mondo. Per me è una sorta di cerimoniale religioso. In tutte le culture del sud del mondo le religioni più ortodosse sono costellate da riti pagani. Soprattutto nelle zone rurali la musica di queste cerimonie è composta dallo stesso giro armonico che si ripete ancora e ancora, fino allo sfinimento. Per raggiungere l’estasi mistica, per sentire e vedere quello che non si riesce a sentire e vedere nella vita reale. Per respirare a ritmo del respiro del mondo».

È in ottima compagnia Riccardo Ceres, che ha attraversato le note di Spaghetti Southern con un gruppo di eccellenti musicisti come Fabio Tommasone (Rhodes piano, Hammond), Raffaele Natale (batteria), Vincenzo Lamagna (contrabasso), Ciro Riccardi (tromba, flicorno), Andrea Russo (fisarmonica), Artan Tauzi (violoncello) e Rebecca Dos Santos (percussioni), con la fidata presenza di Giuseppe Polito in studio e la produzione di Bruno Savino per SoundFly, con un eccellente risultato anche dal punto di vista della ricerca dei suoni.

RICCARDO CERES
SPAGHETTI SOUTHERN
SoundFly/distribuzione Self
10 tracce - 45 minuti

 

Info:

Riccardo Ceres:
http://www.riccardoceres.it/

http://www.facebook.com/riccardocereslive

Soundfly:
http://www.soundfly.it/

Informazioni

Non c'è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo


Compositore e scrittore campano, cantautore eclettico e dissacrante, Riccardo Ceres è stato definito dalla stampa «Cantautore Pulp».
Si rifà alla poetica dei vari Piero Ciampi, Paolo Conte, Tom Waits con uno stile letterario personale, che ammicca alla Beat Generation.

Nel 1999 debutta con l’EP I figli della signora 44 . Nel 2001 esce il suo primo Lp Puro Stile Italiano. Nel 2003 si trasferisce a Roma e incontra il cinema; inaugura un percorso come compositore di musiche per film, corti e mediometraggi come Quanta donna Vuoi, La Merendina Tropicale (Premio internazionale Efebo d’oro 2005), Mistero e passione di Gino Pacino (Premio internazionale Non solo Barocco 2007, premio della giuria al Kustendorf Film Festival 2008), Mozzarella Stories (2010 - Bavaria/Rai/Emir Kusturica) e Come prima, più di prima mi amerò (RCcinema/RaiInternational). Nel 2014/15 firma la musica di Perez (per cui riceve la candidatura al Globo d’oro come migliore colonna sonora), nel 2016 quella di Permesso di soggiorno.

Nel 2008 vince il Rock Contest di Radio Popolare Firenze, l’anno seguente pubblica Riccardo Ceres in James Kunisada Carpante (Il Popolo del Blues/Audioglobe), che riceve ottime critiche dal pubblico e dalla stampa e arriva alle fasi finali del Premio Sanremo Tenco. Il terzo disco E il mondo non c’è più (2012) dà il via al tour Se non si parte non si riparte, settantatre date tra 2012 e 2013 che lo portano in giro in tutta Italia.

Il 26 ottobre 2018 SoundFly (distribuzione Self) pubblica Spaghetti Southern, il suo quarto album, il più importante della sua storia.

In conclusione Riccardo Ceres afferma: «…e comunque i curriculum non servono a niente. Se dico che so fare il pane, invitatemi a fare il pane, poi ne parliamo».